padreinformazione

Le esperienze di un 'praticante' papà

Gruppi di autocoscienza per giovani genitori

Pausa pranzo. Mettete tre o quattro colleghi con figli da 0 a 14 anni che si ritrovano intorno a un tavolo per mangiare un boccone e statene certi sarà naturale dar vita a un gruppo spontaneo di autocoscienza per genitori. Se con lo scoccare dell’adolescenza si perde un po’ il gusto di parlare di figli silenzioni e problematici, nei primi anni di vita dei piccini è tutto un fiorire di aneddoti spassosi, ma anche di momenti di confronto. C’è la collega che ti mostra i filmati dei bambini sullo smarphone di ultima generazione e su una scheda sd da 8 giga ha un archivio da far impallidire l’Istituto Luce, c’è il maschio affaticato e imbolsito che rimpiange gli aperitivi della gioventù e si lamenta della suocera, c’è la giovane mamma insicura che tempesta di domande chi è già al secondo figlio (vale un master), c’è quell’altro che ha messo su addirittura un blog per raccontare la sua esperienza (ma che vuoi che gliene freghi agli altri!). e l’altro collega che si atteggia a guru dell’infanzia. Perché purtroppo è vero: dopo sei mesi da genitore un po’ tutti abbiamo la tentazione di dare lezioni agli altri, pensando di aver scoperto la formula magica per essere il padre o la madre ideale. Mettiamo sul tavolo le letture che abbiamo fatto, che siano giornali o libri dedicati ai pargoli, i consigli dei nonni (ma attenzione quelli dei suoceri finiamo sempre per usarli per fare esempi in negativo), e a volte, come fossero parabole, raccontiamo le vicende di amici (che comunque restano protetti da un rigoroso anonimato) che vivono il ruolo di genitore in modo un po’ ‘estremo’ e con risultati poco lusinghieri.
Ristorante, trattorie, self service, schiscetta: la trama è sempre la stessa. Si cerca di partire bene: parliamo di viaggi intergalattici, di cucina etnica, di quel bel programma che abbiamo visto la sera prima e che ci ha fatto schiattare dalle risate. Ma alla fin fine il discorso deraglia sempre sui piccini. Sul più bello qualcuno parla del figlio febbricitante e dei suoi problemi gastrointestinali. Da lì riparte tutto. Poppate, pannolini, pappe, educazione, maleducazione, asili, stanchezza cronica…e dopo un po’ vedete che quei colleghi che di figli non ne hanno, pur presenti in corpo, con la mente cercano di evadere verso paradisi lontani. Qualche giovane rampante che aveva pensato fosse venuta l’ora di metter su famiglia dopo essere stato esposto a questi discorsi per troppo tempo decide addirittura di tornare single e cambiare vita. Tu, neopapà in preda all’entusiasmo, non ricordi più di quando eri al loro posto, quando i bambini erano solo quelli degli altri, o al massimo un progetto indefinito, e un discorso del genere, tutto pipì e pupù, lo avresti retto al massimo per cinque minuti. Invece hai rimosso e fai fatica a immaginarti tutto quello che eri prima. Però una cosa io non l’ho scordata: allora pensavo che una pausa pranzo di un’ora fosse un po’ troppo lunga.

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5 pensieri su “Gruppi di autocoscienza per giovani genitori

  1. DoneBabyDone in ha detto:

    Complimenti! Ho scoperto oggi il tuo blog e me lo sono letto dall’inizio con gusto. Hahhaha. Sono padre di una bimba di 9 mesi e mezzo e mi sono ritrovato spesso nei post che hai scritto. Vivo all’estero, quindi tutta la parte della “famigghia” mi ha solo sfiorato ma posso immaginare come avrebbe potuto essere…ehm…comunque, hai decisamente abbassato il ritmo dei post, non mollare e continua cosi!

    • Grazie per i complimenti e sono lieto che tu ti sia riconosciuto! Per curiosità in che Paese vivi? Lì com’è la situazione per i padri? Comunque non ti preoccupare, ho rallentato ma non mollo e il sostegno di chi mi segue, i commenti come il tuo, mi spingono a continuare… Grazie

      • DoneBabyDone in ha detto:

        Vivo ad Hong Kong e beh, qui e’ decisamente diverso che in Italia, sia il modo di essere padre che il modo di vedere i bambini. Tipo che qua a momenti non li fanno uscire per i primi sei mesi…non possono camminare a gattoni nel parco, non si possono sporcare…figurati che la mia leccava per terra a tre mesi…non ci siamo mai fatti troppe paranoie quindi siamo visti un po’ come degli alieni qui…Io poi sto vivendo un’ esperienza opposta alla tua, nel senso che mia moglie e’ una business girl e io un filmmaker con un sacco di tempo a disposizione a casa con mia figlia, quindi diciamo parti inverse dal solito canone. Inutile dire che e’ uno spasso…

      • Allora ci vorrebbe un Padreinformazione in ogni Paese, per raccontare l’esperienza della paternità a diverse latitudini! Dunque filmmaker? Bel lavoro…quasi quasi ti chiedo di aiutarmi a trasformare il blog in una fiction! :)

  2. DoneBabyDone in ha detto:

    Ah, btw, fantasticherrimo il video che hai postato…!

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