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Le esperienze di un 'praticante' papà

Scuole di pensiero

Partiamo da un assunto inconfutabile: non esiste un modo universalmente valido per tirare su i figli e chi lo pensa merita di essere considerato un fanatico integralista. Non esistono libri miracolosi, pozioni magiche e nemmeno preghiere, o riti propiziatori. Ci sono solo alcuni principi utili alla sopravvivenza (del genitore, perché il bambino se la cava bene malgrado noi) e regole da rispettare, tenendo conto però che qualche volta la cosa più giusta sarà proprio infrangerle. Da padre, confrontandomi con gli altri genitori (la frequentazione dei giardinetti per questo è meglio della Scuola di Atene), sono riuscito a individuare due scuole di pensiero i ‘Genitori strong’ da una parte, quelli per il bambino ‘che non deve chiedere mai’, e i ‘Genitori Budino’ sempre timorosi di traumatizzare il piccino con un rifiuto. Mi sono immaginato qui uno scontro dialettico fra la prima e la seconda categoria. A voi il compito di scegliere il ‘vostro’ vincitore della partita.
IL LETTINO NELLA SUA CAMERETTA
Strong: Noi per comodità lo abbiamo tenuto nella nostra camera per il periodo dell’allattamento. Però ora dorme nella sua stanzetta. Meglio per lui che non è disturbato, ma anche per noi che finalmente stiamo recuperando la nostra intimità.
Budini: No! Ma come fai a metterlo in camera da solo. Poverino, ha solo due anni. Si sveglia ancora tante volte di notte, ha bisogno della nostra presenza (e pensiero sottinteso: magari potesse restare a dormire con noi fino al compimento del 18esimo anno d’età)
IL LETTONE
Strong: Nel lettone? No, meglio di no. Lo dicono tutti i libri che non si fa. Noi a piccole dosi, giusto se sta male, o magari al mattino per cercare di strappare qualche ora di sonno in più.
Budini: Ma come si fa a dire di no? Quando il piccino si sveglia alle 4 di notte e ti chiede di venire nel lettino. Si vede che ha bisogno del nostro calore.
LA NANNA
Strong: Noi abbiamo optato per il metodo ‘Fate la nanna’. Lo lasci piangere, vedrai che prima o poi crolla e alla fine si abitua (pensiero sottinteso: però in alcuni momenti mi sono proprio sentito una merdaccia…e poi i vicini di casa saranno d’accordo)
Budini: Ma che ne può sapere un libro dei bisogni della mia bambina? Ognuno è fatto a modo suo. Lei ha bisogno che le legga tutta la raccolta delle favole dei fratelli Grimm, mentre le tengo la manima. E’ bellissimo perché poi crollo anche io e dormiamo insieme.
RISVEGLI NOTTURNI
Strong: Una volta va bene. Ma non può avere sete trenta volte per notte. Non ha fatto la traversata del deserto e non ha nemmeno mangiato la soppressata calabrese. E’ solo un modo per attirare l’attenzione. Dopo un po’ lasciamo che pianga, tanto poi passa…
Budini: Vedete che facciamo bene a tenerlo in stanza con noi? E’ molto più pratico. Dai, come si fa a lasciarli piangere…quando lo sentiamo urlare a squarciagola ci vengono i brividi
ASILO
Strong: Noi per necessità lo abbiamo dovuto mandare all’asilo presto. Meglio dei nonni, almeno si abitua a stare con gli altri bambini e capisce da subito che la vita è una battaglia continua
Budini: Ma state scherdando? Molto meglio i nonni. E’ poi hai visto che morso ha sul braccio tuo figlio? No, no… non è pronto (pensiero: se potessi prenderei un precettore privato anche per le scuole elementari)
SALUTE
Strong: Non drammatizziamo, un po’ di tachipirinae passa tutto. Scherzi a parte è normale per i bambini piccoli ammalarsi spesso, ma nel 90% dei casi non è nulla di grave
Budini: Noi abbiamo caricato sul cellulare la app che localizza il pronto soccorso più vicino
ALIMENTAZIONE
Strong: Nostro figlio mangia tutto. Lo abbiamo abituato che o mangi la minestra o salti la finestra
Budini: Come vi invidio (sul fronte alimentare il genitore Budino spesso ammette di essere in torto in modo spontaneo). Al mio devo preparare due primi, tre secondi e quattro contorni. Finisce che lo devo inseguire con il piatto in giro per casa…
TV
Strong: La guarda, ma a piccole dosi
Budino: Per noi è l’unico modo per farlo stare buono. Lo piazzi lì….e finalmente puoi respirare.
E la sfida potrebbe continuare all’infinito!
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5 pensieri su “Scuole di pensiero

  1. Biancaneve in ha detto:

    Io sono Strong su tutto, tranne che il cibo. Ognuno ha i suoi punti deboli!!

  2. DoneBabyDone in ha detto:

    La nostra scuola di pensiero è sempre stata “lei fa un pò come preferisce”. Diciamo Che le andiamo incontro, adesso Che ha 10 mesi stiamo cominciando a strutturare il tutto…

  3. Bel post e bellissimo blog!!! appena scoperto mi ha già conquistato…ti seguirò:-)

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