Ma comprare una vocale, no?
Lampi dall’infanzia. La mente vola a quando fanciullo giocavo in cortile con gli amici. Vi ricordate un gioco chiamato ‘Palla nome’ o ‘Palla Nome Chiama’? Ci si metteva tutti in cerchio. Il prescelto lanciava in aria un pallone e contemporaneamente chiamava un nome.Il chiamato doveva prendere il pallone prima che toccasse terra altrimenti era fuori. Andrea, Luca, Carlo, Dario, Giacomo…questi i nomi che giravano allora. Certo a qualcuno era toccato il nome dei nonni, ci poteva essere qualche Antonio, magari un Salvatore, o un Giuseppe, forse un Vincenzo. Ma era il massimo dell’esotico negli anni Ottanta, anche se qualcuno giura che in Quartiere da me girassero una Suellen e un Geson (scritti esattamente così). Casì rari e isolati: povere vittime di genitori il cui cervello non aveva retto all’impatto devastante con la tv commerciale. Oggi tutto è cambiato. Certe scelte non sono più considerate patologiche.
Oggi tutto è all’insegna del ‘damolo strano’ (il nome) perché ci si deve distinguere. Le prime avvisaglie le avevo avute già all’ospedale, buttando l’occhio ai cartellini sulle cullette delle vicine di letto della mia dolce metà. La tragica conferma è arrivata ai giardinetti dove gli amichetti di mio figlio si chiamano mediamente Gabriel, Nicolas, Jonathan, Manuel, Micol….pare esista anche un piccolo Bentley, anche se nessuno ha mai avuto il privilegio di vederlo dal vivo. Ecco i nomi preferiti dagli italiani nel 2000 e spiccioli. Ci fosse la Ruota della Fortuna, cari amici, vi direi: ma non potevate comprarvi una vocale!?
Ahahah geniale! Nickname
Sapessi i nomi qui in Spagna…. Quando senti chiamare ai giardinetti: Brian, Iennifer (pronunciato cosí) o (e un brivido passa sulla mia schiena) Kevincostner de los dolores (!!!! ) i miei Matteo e Claudia sono noiosissimi, ma a me piacciono cosí.
Poi gli abbinamenti con i cognomi creano effetti esilaranti..