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Le esperienze di un 'praticante' papà

Un ‘tranquillo’ week end da papà

Quasi non ci credi. E’ passato poco più di un anno da quando la tua lei ti ha sventolato sotto il naso il test di gravidanza chiamandoti ‘papi’ (ma non nel senso berlusconiano del termine) e ti sembra incredibile che quelle due linee mezze sbiadite si siano trasformate in un bambino cicciotto che si ammazza dalle risate quando gli fai le facce buffe. Una magia che nemmeno il mago Silvan. E’ bello vederlo crescere, anche se con gli orari di lavoro che hai riesci a dedicarti a lui pienamente solo nel week end. Certo qualche momento  provi a trovarlo anche in settimana, ma è sempre tutto di corsa e in genere fai giusto in tempo a sederti sul tappetone per giocare, ma lo fai con le scarpe ai piedi e il giubbotto in mano. Vorresti essere migliore e sai bene che la frase ‘Non è importante quante ore gli dedichi, ma la qualità’ è un po’ una stronzata (volevo scrivere lascia il tempo che trova, ma dire stronzata è più fedele al mio pensiero). Insomma il tempo è fondamentale, soprattutto con un bambino così piccolo che vive di consuetudini e di gesti ripetuti in grado di rassicurarlo.
Non sono un padre perfetto. Ne sono consapevole. Collaboro, ci provo (anche se magari per mia suocera non è mai abbastanza). Mi scapicollo dal lavoro per riuscire a vedere il mio piccolo sveglio e magari per fargli anche il bagnetto. Ma a volte servono imprese da ‘mission impossible’ per riuscirci. A volte dopo tutta la fatica lo trovi già a letto: frustrante come quando sei in fila alla posta e ti chiudono lo sportello davanti quando deve arrivare il tuo turno.
Molto del peso del pupo, a parte rare eccezioni, è sulle spalle della mamma in maternità che nei primi mesi sembra anche un po’ gelosa del rapporto esclusivo che si è instaurato con il bambino. Poi arriva un bel giorno in cui la tua lei ti dice: “Ti ricordi la mia amica…hai presente quella ex collega? Si sposa e le hanno organizzato un addio a nubilato. Mi hanno invitato. Si tratterebbe di stare via un sabato e una domenica. Te la senti?’. Ovviamente la domanda è assolutamente retorica perché è sovrascritta su un pensiero: “Vedi di non dire di no che io me lo spupazzo tutti i giorni a tutte le ore senza tregua, mentre tu hai modo di parlare con adulti andando a lavorare. Per due giorni te la puoi cavare…”. In effetti non ha tutti i torti e in più tu sei uscito pure qualche sera con i tuoi amici: un calcetto, una birretta, una pizza….lei invece non si è mai sentita di lasciare il piccolo nemmeno per un minuto.
“E che sarà mai!”, pensi. Del resto è finita l’epoca dei fine settimana di svacco, quelli che ti facevano dire: “Il bello del lavoro, rispetto allo studio, è che quando arrivi a casa nel week end non ti ritrovi i compiti da fare”. Ora sai che nel fine settimana non puoi staccare. Un concetto difficile da digerire all’inizio, ma che in pochi mesi hai metabolizzato, tanto che il tuo organismo è diventato capace di recuperare energie da ogni angolo del tuo corpo. Però poi ci rifletti, ti giri e ti rigiri nel letto e insomma tutto solo con un neonato, 24 ore su 24. Due giorni di pappe, pannolini, preparazioni notturne del biberon: questa la prospettiva. La tentazione è quella di mettersi in ginocchio e di pregarla di non partire. Ma non te la senti. Questa vacanza la tua lei se la merita tutta… vai cara, parti pure…stai tranquilla, penso a tutto io. Ora devo solo avvisare i nonni che il prossimo week end io e il mio piccino lo passeremo da loro.

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6 thoughts on “Un ‘tranquillo’ week end da papà

  1. André on said:

    Io sono lontano anche solo dall’idea di una tale evenienza (bimba di 2 mesi)… però penso che con un po’ di fortuna ce la potremmo fare (senza troppi danni)!

  2. Biancaneve on said:

    Ci devi assolutamente raccontare come va!

    • Biancaneve, noi papà non siamo poi così male…. solo che non abbiamo il fisico…

      • Biancaneve on said:

        Sono sicura che andra’ tutto bene! Hai letto l’ultimo post di Paola (erounabravamamma)? A volte val la pena vedere che succede quando non e’ tutto sotto controllo. Per questo dico che ci devi raccontare come va :-)

  3. dolcissimo :)

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